{"id":36675,"date":"2018-12-13T11:03:55","date_gmt":"2018-12-13T10:03:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/?page_id=36675"},"modified":"2018-12-13T16:34:16","modified_gmt":"2018-12-13T15:34:16","slug":"il-metodo-mac-cycling","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/il-metodo-mac-cycling\/","title":{"rendered":"IL METODO MAC CYCLING"},"content":{"rendered":"<p>Iniziamo questo articolo citando l&#8217;astrofisica pi\u00f9 famosa di Italia, una grande mente del mondo della scienza ma anche una grande sportiva e amante della bicicletta, il connubio perfetto tra &#8220;scienza e sport&#8221;. Margherita Hack racconta che proprio grazie alla bicicletta ha <em>&#8220;formulato alcune delle sue migliori idee&#8221;<\/em> e pedalando era alla ricerca continua del <em>&#8220;segreto dell&#8217;equilibrio&#8221;<\/em>.<br \/>\nIl gesto della pedalata, questa perfetta e armonica combinazione tra un piede che spinge e l&#8217;altro che tira, \u00e8 la pi\u00f9 significativa rappresentazione del giusto equilibrio, non solo tra la macchina e l&#8217;uomo, ma anche tra la mente, l&#8217;anima e il corpo. Da questo concetto, nasce il <strong>Metodo MAC cycling<\/strong>, ideato da <strong>Carlo Demofonti<\/strong>, Master Team Manager del gruppo MAC Italia e fondatore della Scuola di Formazione Allenatori di Indoor Cycling, progetto riconosciuto e introdotto dall&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Scienze Motorie IUSM del Foro Italico di Roma<\/strong> come attivit\u00e0 di formazione a scelta per gli studenti del secondo e terzo anno.<\/p>\n<blockquote><p><small>\u00c8 ORMAI NOTO DA ANNI CHE LA BICICLETTA FA BENE ALLA SALUTE, PURCH\u00c9 CI SI ALLENI CON REGOLARIT\u00c0 E COSTANZA. CON L\u2019ARRIVO DELLA BRUTTA STAGIONE PER\u00d2 IL <em>TRAINING<\/em> IN BICI DIVENTA DIFFICILE. IL METODO <em>MAC CYCLING<\/em> \u00c8 UN VERO E PROPRIO ALLENAMENTO CHE SIMULA IN PALESTRA L\u2019ATTIVIT\u00c0 CON LA BICICLETTA DA CORSA. \u00c8 ADATTO A TUTTI (DAL PRINCIPIANTE ALL\u2019ATLETA AGONISTA)E SI FONDA SU PRINCIPI FONDAMENTALI: IL DIVERTIMENTO DATO DAL LAVORO DI GRUPPO E SOPRATTUTTO LE ESIGENZE E IL BENESSERE PSICO-FISICO DI OGNI SINGOLO SOGGETTO.<br \/>\n<\/small><br \/>\n<em><strong>ABSTRACT<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<h5>I BENEFICI DEL PEDALARE<\/h5>\n<p>\u00c8 ormai noto da anni che la bicicletta fa bene alla salute.<br \/>\nStudi condotti negli ultimi decenni hanno dimostrato che chi svolge attivit\u00e0 di ciclismo regolarmente e costantemente risulta dieci anni pi\u00f9 giovane rispetto a soggetti della stessa et\u00e0 che non hanno mai pedalato (<em>Sanchis-Gomar et al., 2001<\/em>).<br \/>\nPedalare regolarmente quindi aiuta a vivere pi\u00f9 a lungo perch\u00e9:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>previene le malattie cardiovascolari.<\/strong> Pedalare con moderazione permette al cuore di diventare pi\u00f9 forte e resistente alla fatica, con una conseguente diminuzione della frequenza cardiaca a riposo e della pressione sanguigna, anche in soggetti con problemi di ipertensione.<\/li>\n<li><strong>limita il rischio di traumi sull&#8217;apparato muscolo-scheletrico.<\/strong> L&#8217;esercizio fisico in bicicletta \u00e8 un toccasana per le articolazioni in quanto pi\u00f9 del 50% del peso corporeo si scarica sui glutei e sulla sella senza stressare ginocchia, schiena e caviglie. Quindi, pedalare \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 ideale anche per chi ha problemi alle articolazioni.<\/li>\n<li><strong>agevola la perdita di peso.<\/strong> Essendo un&#8217;attivit\u00e0 prettamente aerobica, favorisce il consumo di calorie e stimola il metabolismo dei grassi. Lo sport in bicicletta ottimizza anche il rapporto tra colesterolo buono e cattivo (HDL\/LDL), porta a un miglioramento del controllo della glicemia e pu\u00f2 aiutare a prevenire l&#8217;insorgenza di patologie (ad esempio, diabete di tipo 2).<\/li>\n<\/ol>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-36681 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-lezione-mac-cycling-300x172.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-lezione-mac-cycling-300x172.png 300w, https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-lezione-mac-cycling.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Pedalare \u00e8 perci\u00f2 un&#8217;attivit\u00e0 adatta a tutti, comprese le persone anziane e quelle in sovrappeso, perch\u00e9 consente di rimanere in ottima salute, purch\u00e9 ci si alleni con regolarit\u00e0 e costanza. Purtroppo, con l&#8217;arrivo della brutta stagione &#8220;uscire&#8221; in bici diventa difficile, non solo per i cicloamatori ma anche per molti ciclisti agonisti. A venirci incontro vi \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 di indoor cycling che, se svolta in modo appropriato e costante, consente di mantenere un&#8217;ottima condizione fisica, sia a livello cardiovascolare sia muscolare.<br \/>\nL&#8217;indoor cycling \u00e8 una disciplina che nasce negli anni novanta e che nel corso del tempo ha conquistato gli amanti del ciclismo e non solo. Si tratta di un allenamento di gruppo eseguito in palestra a ritmo di musica dove le battute musicali si trasformano in cadenza o RPM (rivoluzione per minuto) definendo &#8220;la strada virtuale&#8221; in pianura e salita.<br \/>\nIl metodo &#8220;classico&#8221; dell&#8217;indoor cycling viene alla luce per\u00f2 come una proposta ad alto impatto fisico, che richiede un impegno molto elevato e che non risulta per niente adatta a tutti, contraddicendo tutto quello che \u00e8 stato detto precedentemente. Il metodo classico, infatti, \u00e8 prettamente di tipo anaerobico, caratterizzato da fasi di lavoro con sollecitazioni violente sia sul sistema cardiovascolare (si raggiungono frequenze cardiache con picchi molto elevati) sia su quello muscolo-scheletrico. A differenza del ciclismo, infatti, nell&#8217;indoor cycling classico si pedala in maniera prolungata &#8220;fuori sella in pianura&#8221; (in piedi sui pedali), sollecitando bruscamente sia la colonna vertebrale sia i tendini rotulei. Quindi, sul lungo periodo, attivit\u00e0 con queste prerogative non danno nessun beneficio tangibile, ma solo scarso allenamento ed elevata incidenza di infortuni.<br \/>\nA differenza dell&#8217;indoor cycling classico, il <strong>Metodo Mac cycling<\/strong> \u00e8 un vero e proprio allenamento che simula in un luogo chiuso quanto si effettua con la bici da corsa. \u00c8 adatto a tutti, dal sedentario che non ha mai svolto un&#8217;attivit\u00e0 fisica e che intende avvicinarsi al mondo dello sport, all&#8217;atleta che lo pratica in forma agonistica e che ha bisogno di continuare a prepararsi anche quando il maltempo non gli permette di stare all&#8217;aria aperta.<br \/>\nIl Metodo MAC cycling si fonda su alcuni principi fondamentali:<\/p>\n<ol>\n<li>uso corretto della bike (ad esempio, nella simulazione della pianura non esistono pedalate fuori sella prolungate o a velocit\u00e0 troppo elevate);<\/li>\n<li>vantaggio del lavoro di gruppo (stimolo fondamentale anche per il pi\u00f9 pigro degli allievi), ma prima di tutto tiene conto del benessere psicofisico di ogni singolo atleta, monitorando l&#8217;allenamento grazie all&#8217;utilizzo del cardiofrequenzimetro.<\/li>\n<\/ol>\n<h5>IL METODO MAC CYCLING<\/h5>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-36683 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-schieramento-bike-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-schieramento-bike-300x200.png 300w, https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-schieramento-bike.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Propone 68 alternative di <em>training<\/em> studiate nel rispetto della fisiologia del corpo umano e della scienza del movimento. I protocolli MAC sono codificati ed elaborati per raggiungere esattamente il tipo di beneficio che ci si prefigge di ottenere:<\/p>\n<ul>\n<li>migliorare le capacit\u00e0 aerobiche;<\/li>\n<li>bruciare grassi e calorie;<\/li>\n<li>tonificare muscoli e tessuti;<\/li>\n<li>aumentare la resistenza e la forza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutti i protocolli sono studiati per essere alternati nei vari periodi dell&#8217;anno secondo <strong>&#8220;mesocicli&#8221;<\/strong>, dando la possibilit\u00e0 di allenarsi quotidianamente variando ogni giorno il tipo di protocollo (da quello a bassa intensit\u00e0 fino a quello prettamente anaerobico) oppure scegliendo i giorni e la tipologia di allenamento in base alle proprie esigenze e gli obiettivi desiderati. In questo modo si seguono cicli precisi, mirati al miglioramento reale dello stato fisico della persona, a qualunque livello ed et\u00e0, anche per soggetti che presentano patologie come diabete di tipo 2, obesit\u00e0, ipertensione.<br \/>\nTutti i protocolli (dall&#8217;aerobico a quello prettamente anaerobico) sono sicuri e consapevoli e prevedono:<\/p>\n<ol>\n<li>prevenzione del sovraccarico sull&#8217;apparato muscolo-scheletrico, evitando ritmi di pedalata elevati e tecniche estreme;<\/li>\n<li>giusti tempi di riscaldamento e defaticamento;<\/li>\n<li>utilizzo di un cardiofrequenzimetro.<\/li>\n<\/ol>\n<h5>LA POSIZIONE IN BIKE E LE TECNICHE UTILIZZATE<\/h5>\n<p>La bike per l&#8217;indoor cycling (comunemente detta <em>spin-bike<\/em>) si differenzia molto per struttura (bike a volano fisso) e funzionalit\u00e0 sia dalla classica cyclette sia dalla bici da corsa.<br \/>\nSe utilizzata in maniera scorretta, la spin-bike pu\u00f2 provocare diversi problemi sull&#8217;apparato muscoloscheletrico, a causa di errori posturali durante la pedalata. Per questo motivo \u00e8 necessario <strong>adattare per quanto possibile la bike alla costituzione corporea di ogni singolo utilizzatore<\/strong>, regolando sia l&#8217;altezza di sella e manubrio che la loro distanza reciproca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-36678 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-postura-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-postura-300x200.png 300w, https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-postura.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Molti utilizzatori di bike, per regolare l&#8217;<strong>altezza della sella<\/strong>, si posizionano in piedi di fianco alla stessa, allineando la sella all&#8217;altezza dell&#8217;articolazione coxo-femorale. Questa misura \u00e8 per\u00f2 approsimativa e influenzata dal modello di bike che si utilizza. Non va poi dimenticato che il valore di altezza \u00e8 sempre riferito al pedale e al tipo di calzature utilizzate, quindi la soluzione migliore per la regolazione verticale della sella \u00e8 direttamente seduti sulla bike, considerando la gamba leggermente flessa quando il piede si trova nel punto pi\u00f9 basso della pedalata (fase di transizione tra la fase di spinta e di trazione dei pedali, detto &#8220;punto morto inferiore&#8221;). In questo modo si evitano sforzi sull&#8217;anca e sulle ginocchia e si favorisce l&#8217;efficienza degli arti inferiori durante la pedalata.<br \/>\nPer una corretta postura, fondamentale \u00e8 anche la <strong>distanza tra il manubrio e la sella<\/strong>. Spesso per misurare questa distanza molti personal trainer utilizzano la lunghezza dell&#8217;avambraccio del pedalatore: niente di pi\u00f9 sbagliato! Un ottimo metodo per stabilire il giusto arretramento della sella rispetto al manubrio \u00e8 quello di posizionare il piede sul pedale nel punto di massima spinta (poco sopra il momento in cui i due pedali sono alla stessa altezza), posizione in cui la rotula (a vista d&#8217;occhio) non deve superare la punta del piede, ma deve creare una linea retta immaginaria che finisce perpendicolarmente all&#8217;altezza del metatarso.<br \/>\nInfine va regolata correttamente l&#8217;<strong>altezza del manubrio<\/strong> che nella maggior parte dei casi pu\u00f2 essere posizionato alla stessa altezza della sella, ma che pu\u00f2 essere anche sistemato pi\u00f9 in alto nel caso il soggetto abbia dolori alla schiena o alle spalle o viceversa pi\u00f9 in basso nel caso si tratti di ciclisti allenati che preferiscono riprodurre per quanto possibile la posizione in sella utilizzata outdoor.<\/p>\n<p>Oltre a curare la postura, per evitare traumi sull&#8217;apparato muscolo-scheletrico MAC cycling ha adottato alcuni accorgimenti fondamentali anche nelle tecniche e nelle cadenze di pedalata.<br \/>\nLe tecniche comunemente usate nell&#8217;indoor cycling sono: pianura, pianura fuori sella, salita e salita fuori sella. La simulazione della pianura e della salita dipende dalla cadenza di pedalata, misurata in rivoluzioni per minuto (RPM), e dalla resistenza percepita, creata dall&#8217;attrito che si crea con l&#8217;avvicinamento di un tampone\/freno sul volano. Gli RPM utilizzati dipendono dal tipo di obiettivo che si vuole raggiungere.<br \/>\nDurante la fase di riscaldamento non si superano i 93\/95 RPM, adattando progressivamente il corpo al movimento della pedalata e quindi alla successiva fase di training.<br \/>\nNella fase di allenamento, la cadenza aumenta e la scelta degli RPM dipendente dalle finalit\u00e0 da perseguire.<br \/>\nAnche le pedalate fuori sella sono ben monitorate, in pianura ad esempio, solo con la dovuta resistenza, si possono eseguire fuori sella non pi\u00f9 di 4 o 8 pedalate consecutive. Nella simulazione della salita, invece, le uscite fuori sella possono essere anche molto prolungate, e questo \u00e8 possibile grazie alla presenza di una resistenza media\/alta che rende la gamba pi\u00f9 stabile durante la pedalata.<br \/>\nIn tal modo una corretta pedalata indoor \u00e8 in grado di simulare gli allenamenti in bici su strada, divertendosi. Al contrario, con il metodo classico spesso molti esercizi tendono a estremizzare il gesto della pedalata; un esempio? &#8220;per cercare il divertimento&#8221;, spesso si effettuano esercizi in pianura utilizzando 110-120 RPM e &#8220;giochi&#8221; in fuori sella senza una giusta resistenza, con il risultato di poter causare danni all&#8217;apparato muscolo-scheletrico sia nel breve che quasi sicuramente nel lungo periodo.<\/p>\n<h5>IL RISCALDAMENTO E IL DEFATICAMENTO<\/h5>\n<p>A differenza del metodo classico, dove il riscaldamento e il defaticamento hanno durate molto brevi (in alcuni casi non supera i 5 min) e sono spesso trattati con molta superficialit\u00e0, <strong>MAC cycling cura molto questi due momenti fondamentali per affrontare &#8220;preparati&#8221; la parte centrale dell&#8217;allenamento e concluderlo in sicurezza rispettando determinati parametri<\/strong>. Un buon riscaldamento prepara in modo appropriato sia il corpo sia la mente ad affrontare l&#8217;allenamento.<br \/>\nLa durata del riscaldamento dipende dal tipo di protocollo che si propone. Per un lavoro di bassa intensit\u00e0 pu\u00f2 variare dai 10 fino a un massimo di 15 min, mentre per allenamenti di medio\/alta intensit\u00e0 i tempi necessariamente si allungano fino a raggiungere i 18-19 min. All&#8217;inizio, una cadenza media e un basso carico servono per preparare l&#8217;organismo al lavoro della parte allenante. Nel corso del riscaldamento, sia la cadenza che il carico vengono gradualmente incrementati per far aumentare gradualmente la frequenza cardiaca, fino a raggiungere una frequenza tra il 65% e il 75% della frequenza cardiaca massima a seconda del tipo di allenamento che si andr\u00e0 ad affrontare.<br \/>\nAl termine di ogni allenamento, \u00e8 fondamentale ripristinare lentamente la frequenza cardiaca e le funzioni metaboliche alle condizioni iniziali. Il defaticamento ha una durata di circa 10 min (esclusa la parte di stretching), in cui la cadenza di pedalata cala gradualmente.<\/p>\n<h5>LA FREQUENZA CARDIACA E IL CARDIOFREQUENZIMETRO<\/h5>\n<p><strong>La conoscenza della frequenza cardiaca massima<\/strong> (FC<sub>max<\/sub>) <strong>\u00e8 alla base di tutti i protocolli MAC cycling<\/strong>. Per ricavare con precisione questo importante valore, il modo migliore sarebbe quello di sottoporsi a una visita medico-sportiva con un test per il raggiungimento della frequenza cardiaca massimale. Purtroppo, non tutti possono (o vogliono) svolgere questo tipo di esame; in alternativa, si pu\u00f2 ricorrere all&#8217;utilizzo di formule empiriche relativamente attendibili. Quella pi\u00f9 utilizzata per la determinazione della FC<sub>max<\/sub> \u00e8 la formula di <em>Cooper<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>FC<sub>max<\/sub> = 220 &#8211; et\u00e0<\/p><\/blockquote>\n<p>Si tratta di una formula empirica molto imprecisa che non tiene conto di parametri soggettivi. I valori associati a questa formula nella stragrande maggioranza dei casi si discostano dalle reali capacit\u00e0 cardiovascolari del soggetto, specie con l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0.<br \/>\nNel 2001 il <a href=\"http:\/\/www.edb.utexas.edu\/education\/departments\/khe\/about\/faculty\/tanaka\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Prof. Hirofumi Tanaka<\/a> ha sviluppato e proposto un&#8217;altra formula pi\u00f9 attendibile, basata sull&#8217;analisi di un maggior numero di soggetti di diverse et\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>FC<sub>max<\/sub> = 208 \u2013 (0.7 x et\u00e0)<\/p><\/blockquote>\n<p>In ogni caso, indipendentemente dalla formula che si decide di utilizzare, bisogna sempre ricordare che queste sono puramente indicative e non tengono conto della variabilit\u00e0 interindividuale, fattore per nulla trascurabile.<br \/>\nMolto pi\u00f9 precisa e universalmente riconosciuta \u00e8 la formula di <em>Karvonen et al<\/em>. (1988). Si tratta di un metodo di valutazione pi\u00f9 accurato in quanto considera la <em>frequenza cardiaca di riserva<\/em> (FC<sub>riserva<\/sub>) data dalla differenza tra la FC<sub>max<\/sub> e la frequenza cardiaca a riposo (FC<sub>riposo<\/sub>).<br \/>\nSulla base di questo concetto, la frequenza cardiaca allenante (FC<sub>allenante<\/sub>), ossia la percentuale della frequenza cardiaca massima che si vuole raggiungere durante il training, \u00e8 calcolata secondo la formula:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"info\">FC<sub>allenante<\/sub> = FC<sub>riserva<\/sub> x %<sub>obiettivo<\/sub>FC<sub>max <\/sub>+ FC<sub>riposo<\/sub><\/p>\n<\/blockquote>\n<h5>I PROTOCOLLI DI ALLENAMENTO MAC: OBIETTIVI E BENEFICI<\/h5>\n<figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-36679\" src=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-protocolli-210x300.png\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-protocolli-210x300.png 210w, https:\/\/www.sportmac.com\/negozio\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/sportmac-il-metodo-mac-cycling-protocolli.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><figcaption><small>Figura 1 &#8211; Rappresentazione grafica dell&#8217;andamento della frequenza cardiaca nei diversi protocolli di allenamento: (A) <em>endurance<\/em>; (B) <em>forza e resistenza<\/em>; (C) <em>interval training<\/em>; (D) <em>fartlek<\/em><\/small><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il metodo MAC ha studiato e applicato all&#8217;indoor cycling molteplici programmi svolti sia nel ciclismo sia in altri sport. Ogni allenamento ha obiettivi fisiologici, tecnici e psicologici ben precisi, tutti dipendenti dalle oscillazioni della frequenza cardiaca necessaria per soddisfare obiettivi che sono proposti dai protocolli di allenamento MAC cycling. Tutti i protocolli sono pianificati e calendarizzati per migliorare le prestazioni muscolari di ogni singolo allievo, sia a livello amatoriale sia agonistico. La pianificazione si basa su protocolli che fanno riferimento al condizionamento aerobico e anerobico, in modo da conseguire forza e velocit\u00e0 nei movimenti e migliorare la capacit\u00e0 di gestire la fatica.<br \/>\nMolto importante \u00e8 costruire una buona base aerobica (<strong>condizionamento di base<\/strong>), strutturando tutti gli allenamenti (soprattutto all&#8217;inizio della stagione) su intensit\u00e0 di lavoro che non superino l&#8217;85% della FC<sub>max<\/sub>. Una volta create delle buone basi aerobiche, si passa a sedute che fanno riferimento al <strong>principio del sovraccarico<\/strong>, sottoponendo i muscoli a un lavoro pi\u00f9 intenso e prolungato, conducendo l&#8217;organismo al miglioramento della forza e della resistenza.<br \/>\nSi tratta di training ad alta intensit\u00e0 e di breve durata in cui la frequenza cardiaca va oltre l&#8217;85% della FC<sub>max<\/sub> (allenamento anaerobico). Elementi fondamentali per raggiungere gli obiettivi previsti sono:<\/p>\n<ul>\n<li>la cadenza di pedalata;<\/li>\n<li>la resistenza (intensit\u00e0 di attrito sul volano);<\/li>\n<li>il tempo;<\/li>\n<li>la tecnica applicata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I 68 protocolli proposti dal MAC cycling si dividono principalmente nelle seguenti categorie:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>endurance<\/strong>, di bassa (70% FCmax) o medio-alta intensit\u00e0 (80% FCmax), che hanno lo scopo di migliorare il sistema cardiovascolare e le funzioni metaboliche (<strong>figura 1A<\/strong>);<\/li>\n<li><strong>forza e resistenza<\/strong>, ad esempio un lavoro eseguito solo in tecnica di salita che va a simulare un percorso di montagna (raggiungendo livelli di FCmax dell&#8217;88%) e permette di migliorare la forza muscolare e il livello di prestazione &#8211; resistenza (<strong>figura 1B<\/strong>);<\/li>\n<li><strong>interval training<\/strong>, ad intervalli regolari tra periodi di lavoro e di recupero, con picchi di FCmax dell&#8217;85% (soglia massima aerobica) o del 90-95% (per lavori anaerobici), che permettono di innalzare la soglia anaerobica e aumentare il livello della tolleranza al lattato (<strong>figura 1C<\/strong>);<\/li>\n<li><strong>fartlek<\/strong>, allenamento cardiovascolare presente in tutte le discipline sportive e fondamentale per migliorare la respirazione e ridurre i tempi di recupero; si tratta di una via di mezzo tra il tradizionale training aerobico continuato e l&#8217;interval training, caratterizzato da continui cambi di strada, di cadenza e tecnica di pedalata, con conseguenti variazione della frequenza cardiaca (<strong>figura 1D<\/strong>).<\/li>\n<\/ol>\n<h5>CONCLUSIONE<\/h5>\n<p>Con l&#8217;arrivo del <em>MAC cycling<\/em> il concetto di indoor cycling cambia, diventando un vero e proprio metodo di allenamento. Grazie a una buona postura, una buona tecnica, l&#8217;utilizzo di un cardiofrequenzimetro e la cura dell&#8217;allenatore accreditato verso la persona si garantisce il raggiungimento del benessere psicofisico di ogni singolo allievo.<\/p>\n<blockquote><p>Autrice: <strong>MARIA CONTE<\/strong> &#8211; <span id=\"cloakacf5463184371ba5400c25acb9ee1a13\"><a href=\"mailto:m.conte@unibo.it\">m.conte@unibo.it<\/a><\/span><br \/>\n<small>\u2022 Laurea in Scienze Biologiche presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa.<br \/>\n\u2022 Dottorato di ricerca in Biotecnologie Molecolari presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa.<br \/>\n\u2022 Assegno di ricerca per studi sull\u2019indebolimento della massa muscolare nell\u2019anziano e sarcopenia presso Universit\u00e0 di Bologna.<br \/>\n\u2022 <\/small>Allenatore certificato di II livello di Indoor Cycling (Metodo MAC).<\/p>\n<p>Tratto dal numero n\u00b026 di Aprile-Giugno 2015 dalla rivista <strong>Scienza&amp;Sport<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.scienzaesport.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.scienzaesport.it<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziamo questo articolo citando l&#8217;astrofisica pi\u00f9 famosa di Italia, una grande mente del mondo della scienza ma anche una grande sportiva e amante della bicicletta, il connubio perfetto tra &#8220;scienza e sport&#8221;. 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